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Gianluca Canonico
La sera del 3 luglio 1985, Gianluca Canonico sta giocando nel cortile di casa nel rione Pescatori, nella zona sud di Reggio Calabria. Quando si scatena un conflitto a fuoco tra giovani del posto nessuno si preoccupa della sua presenza. Ferito da una pallottola vagante, Gianluca muore cinque giorni dopo in un letto degli Ospedali Riuniti. Ha 10 anni. Nato ad Anzio il 2 dicembre del 1974, da poco aveva ricevuto la prima comunione e a settembre avrebbe dovuto iniziare la scuola media. Amava il calcio, i robot e sfrecciare con la BMX, la sua adorata bicicletta. Viveva ad Ardea, città della provincia romana, in una casa vicinissima all'aeroporto militare dell'Aeronautica Militare. "Lui stava lì incantato alla finestra a guardarli ed il suo sogno era diventare pilota ". È questa una delle immagini che papà Pietro custodisce fra i ricordi più preziosi.

Francesco Borrelli
Maresciallo dei carabinieri ed elicotterista di stanza a Vibo Valentia, Francesco Borrelli il 13 gennaio 1982 è in vacanza con la famiglia nella sua Cutro, in provincia di Crotone. Borrelli si trova in piazza con amici quando scatta l'agguato contro il boss Antonio Dragone. Il carabiniere non è in divisa ma fa il proprio dovere fino alle streme conseguenze. Si mette ad urlare per far allontanare la gente. I fucili sparano, il boss si salva, Borrelli è colpito in pieno mentre il comandante dei carabinieri di Cutro è al riparo dietro la saracinesca del bar che aveva abbassato per nascondersi (sarà poi espulso dall'Arma).

Giuseppe Marino
Il 16 aprile 1993 il vigile urbano Giuseppe Marino è di pattuglia sul centralissimo corso Garibaldi di Reggio Calabria, dove un'ordinanza comunale ha inibito da qualche giorno il traffico veicolare provocando non poche polemiche. All'improvviso qualcuno comincia a sparare all'impazzata contro l'auto di servizio. Marino muore sul colpo, gravemente ferito il collega Orazio Palamara. L'omicidio di Marino, dopo una serie di arresti e assoluzioni, è ancora senza colpevoli.

Giuseppe Macheda
Giuseppe Macheda ha 30 anni quando viene ucciso, la sera del 28 febbraio 1985 a Reggio Calabria. Come vigile urbano, è in forze alla squadra per la repressione dell'abusivismo edilizio. A lui toccano i controlli nella zona Sud della città. Per fare luce sull'omicidio, gli inquirenti iniziano a scavare nel lavoro di Giuseppe. Il primo sospettato, l'imprenditore Carmelo Ficara, nel 1990 sarà totalmente scagionato da ogni accusa. Oggi, l'omicidio di Macheda è ancora senza mandanti né esecutori.

Nicholas Green
Nell'estate del 1994 Nicholas, californiano di 7 anni, è in Italia insieme alla sua famiglia, stanno andando in vacanza verso la Sicilia. Lungo l'autostrada del Sole la loro macchina, una Y10 noleggiata a Roma, viene scambiata per quella di un portavalori, il vero obiettivo dell'agguato. Intercettata l'auto i rapinatori iniziano ad inseguirla, ma senza successo, esplodono quattro colpi verso l'abitacolo, uno colpisce a morte Nicholas mentre dorme sul sedile posteriore. Il bambino muore in ospedale dopo due giorni di agonia ed i suoi genitori decidono di donarne gli organi. A lui è dedicata una Fondazione e intitolata una sala del Consiglio Regionale della Calabria.

Luca Cristello
Luca Cristello, 14 anni, scompare da Francica, nel vibonese, il 17 maggio del 2002. I suoi genitori sono separati, lui è cresciuto in un istituto fino ai 13 anni. Uscitone, si ricongiunge con la madre, a Torino, dove inizia a lavorare come manovale. In occasione del matrimonio della sorella Luca ritorna a Francica e si appoggia a casa della nonna. Da allora di lui non si hanno più notizie. A nulla sono valse le ricerche effettuate in Calabria ed a Torino, né quelle sul passato dei Cristelli e del padre di Luca, un pastore.