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Atti giudiziari - l'Elenco


"Ho paura di tornare: la mia vita poi dov'è?". Nelle intercettazioni i tormenti di "Cetta"
Il 6 agosto 2011 Maria Concetta Cacciola telefona all'amica del cuore. E' a Genova, inserita nel regime di protezione, ed è tormentata. I genitori le stanno insistentemente chiedendo di ritornare a casa, ma lei non si fida, teme che le loro rassicurazioni nascondano solo obiettivi pratici. Ha paura che, alla fine, l'"onore" si imporrà sull'amore. "Chi me lo fa fare a tornare, che so, se poi campo un anno, se campo un altro anno e mezzo". La conversazione tra le due amiche durerà 36 minuti. E la tragica fine di Cetta sembra già aleggiare nelle sue parole.

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Rossella Casini - la sentenza di I grado (Domenico Gallico più 3)
Rossella Casini sparisce a Palmi il 22 febbraio 1981. E' una studentessa universitaria fiorentina ed è fidanzata con Francesco Frisina, coinvolto nella sanguinosa faida di Palmi tra i Gallico e i Condello. Saranno proprio il fidanzato, la sorella Concetta, il boss Domenico Gallico e Piero Managò (che sarà giudicato con rito abbreviato), ad essere accusati nel 1994 del sequestro e dell'omicidio della ragazza, punita, secondo la Dda di Reggio Calabria, perché "infame". Rossella Casini aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni ai magistrati in merito alla faida di Palmi e, soprattutto, spinto il fidanzato a fare altrettanto. Il 25 maggio 2006 la Corte d'Assise di Palmi assolve gli imputati con una sentenza assolutoria diventata definitiva. Nel prezioso documento giudiziario è ricostruita una vicenda dimenticata per oltre 30 anni.

Rossella Casini - la sentenza di I grado (Managò)
Rossella Casini sparisce a Palmi il 22 febbraio 1981. E' una studentessa universitaria fiorentina ed è fidanzata con Francesco Frisina, coinvolto nella sanguinosa faida di Palmi tra i Gallico e i Condello. Saranno proprio il fidanzato, la sorella Concetta, il boss Domenico Gallico e Piero Managò (che sarà giudicato con rito abbreviato), ad essere accusati nel 1994 del sequestro e dell'omicidio della ragazza, punita, secondo la Dda di Reggio Calabria, perché ritenuta "infame". Rossella Casini aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni ai magistrati in merito alla faida di Palmi e, soprattutto, spinto il fidanzato a fare altrettanto. Nel 2000 la Corte d'Assise di Palmi ha assolto Managò con una sentenza assolutoria diventata definitiva. Nel prezioso documento giudiziario è ricostruita una vicenda dimenticata per oltre 30 anni.

Processo Cacciola, i giudici: è stato un omicidio. Le motivazioni della sentenza
"Gli esiti dell'istruttoria dibattimentale svolta impongono di concludere che la donna non si sia inflitta autonomamente tale atroce morte ma che sia stata, al contrario, assassinata". Per i giudici della Corte d'Assise del Tribunale di Palmi, quello di Maria Concetta Cacciola, la testimone di giustizia rosarnese morta in seguito all'assunzione di acido muriatico il 20 agosto 2011, non sarebbe stato un suicidio. Nelle motivazioni della sentenza con cui il 13 luglio 2013 hanno condannato per maltrattamenti in famiglia il padre, il fratello e la madre della giovane donna, i giudici ricostruiscono l'intera vicenda, passando in rassegna gli elementi indiziari che hanno indotto la Corte presieduta da Silvia Capone a protendere per l'ipotesi dell'omicidio e a riformulare, quindi, il capo d'accusa trasmettendo gli atti alla Procura di Palmi per nuove indagini. SCARICA E LEGGI LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

All Inside, il dispositivo della sentenza (I grado)
42 condanne a pene da 6 mesi a 28 anni, 20 assoluzioni e due prescrizioni. Queste le pene comminate dal Tribunale di Palmi nel maxi-processo "All Inside" che ha visto alla sbarra presunti esponenti ed affiliati della cosca Pesce di Rosarno. La sentenza è arrivata il 3 maggio 2013 dopo 17 giorni di camera di consiglio. Le condanne più pesanti ai presunti boss Antonino e Salvatore Pesce, padre della collaboratrice di giustizia Giuseppina, grande accusatrice della famiglia-cosca. IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA

Inchiesta Alta Tensione 2, l'ordinanza del Gip di Reggio
Sette ordinanze di custodia cautelare in carcere contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Caridi della 'ndrangheta, federata con quella dei Libri. Nei provvedimenti restrittivi eseguiti il 21 dicembre 2011 ed emessi dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda reggina, si contesta l'associazione per delinquere finalizzata ad estorsione e danneggiamenti. Tra i destinatari dell'ordinanza anche il consigliere comunale di Reggio Calabria del Pdl, Giuseppe Plutino, di 47 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il consigliere comunale, secondo quanto emerso dall'inchiesta, sarebbe stato un referente politico della cosca Caridi. L'ORDINANZA DEL GIP DI REGGIO.