chi siamo il progetto i partner

Sostieni Stopndrangheta.it

facebook twitter flickr youtube

NEWSLETTER

Inserisci la tua email



per ricevere informazioni e aggiornamenti da StopNdrangheta.it


io parlo

dimenticati

gotica

il caso valarioti

dimenticati

non bacio le mani

le mappe

MEDIA


Report - Operazione Ponte 3/3
La terza parte dell'inchiesta di Report "Operazione Ponte"

Report - Operazione Ponte 2/3
Report - Operazione Ponte, la seconda parte

Report - Operazione Ponte
La prima parte dell'inchiesta "Operazione Ponte" della trasmissione di Raitre "Report"

Ponte sullo Stretto
Il progettista più veloce del mondo: Ciprì e Maresco raccontano il Ponte sullo Stretto

Il Sud frana e le mafie se la ridono dal Ponte - Video
il video del blitz di daSud in piazza di Spagna a Roma contro il Ponte sullo Stretto che apre l'edizione 2010 della Lunga Marcia della Memoria

Intervista a Renato Cortese, il "cacciatore" di latitanti
Dalla Sicilia alla Calabria, da Bernardo Provenzano a Giuseppe De Stefano. Il capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese, già responsabile della sezione Catturandi della Questura di Palermo, parla della "caccia" ai latitanti di mafia e 'ndrangheta. La più grande differenza? "In Calabria non applaude nessuno".

Salvatore Scoleri racconta Totò Speranza e la nascita degli Invece.
Gli Invece vengono da Bovalino, Calabria, una delle aree più depresse d'Italia. Altissimo tasso di disoccupazione e di criminalità organizzata, con un'economia da terzo mondo. Nascono per raccontare l'altra faccia della realtà, sulla scia della rivoluzione punk che si andava esaurendo in tutto il mondo e lì non era ancora arrivata. Nel 1997 il bassista Totò Speranza viene assassinato da un mafioso del luogo, il resto del gruppo giura di continuare a suonare e lottare anche per lui, il suo ricordo li accompagna ovunque e così decidono di organizzare un festival annuale dedicato alla sua memoria ed alla lotta contro la cultura omicida che infesta la loro provincia.

Debora Cartisano ricorda Totò Speranza
Debora Cartisano ricorda Totò Speranza il bassista degli Invece assassinato da un mafioso nel 1997.

Edoardo Spataro racconta Valarioti
Edoardo Spataro segretario politico dei Comunisti italiani ricorda il compagno Giuseppe Valarioti durante gli anni della militanza politica. A metà degli anni '70 Valarioti si iscrisse al Partito Comunista Italiano e divenne segretario della sezione di Rosarno. Fu assassinato in un agguato mafioso l'11 giugno 1980 al termine di una cena tenuta insieme ai compagni di partito per festeggiare una vittoria elettorale.

Il professore Ugo Verzì racconta Valarioti
Il professor Ugo Verzì ricorda il compagno di studi Giuseppe Valarioti, la passione comune per la civiltà Magno-greca, dagli scavi nel sito archeologico di Medma alla pubblicazione di numerosi scritti sull'argomento.

Salvatore Boemi 1/2
L'ex magistrato Salvatore Boemi racconta gli anni del primo pentitismo in Calabria, i primi passi della mafia imprenditrice e le connessioni tra 'ndrangheta e massoneria.

Salvatore Boemi 2/2
L'ex magistrato Salvatore Boemi racconta gli anni del primo pentitismo in Calabria, i primi passi della mafia imprenditrice e le connessioni tra 'ndrangheta e massoneria.

Don Pino Demasi 1/2
Don Pino Demasi ricorda Ciccio Vinci ucciso a Cittanova nel '76 e l'esperienza delle coperative sociali nate dalle terre confiscate alla 'ndrangheta.

Don Pino Demasi 2/2
Don Pino Demasi ricorda Ciccio Vinci ucciso a Cittanova nel '76 e l'esperienza delle coperative sociali nate dalle terre confiscate alla 'ndrangheta.

Debora Cartisano racconta il sequestro di suo padre
Debora Cartisano racconta suo padre, Lollò Cartisano, sequestrato nel '93 a scopo estorsivo dalla 'ndrangheta, e, nonostante il pagamento di un riscatto, mai liberato. Solo nel 2003, grazie a una lettera anonima, il suo cadavere è stato ritrovato a Pietra Cappa. Il suo è stato l'ultimo sequestro della 'ndrangheta, che in seguito si concentra sul traffico di stupefacenti.

Natale Bianchi il "prete scomodo"
Don Natale Bianchi ci racconta la sua esperienza di "prete scomodo" nella locride.

Francesco Morano racconta Ciccio Vinci
Francesco Morano racconta l'amico e compagno di partito Ciccio Vinci Ciccio Vinci, diciottenne comunista e leader studentesco freddato dai killer della faida di Cittanova perché stava nel posto sbagliato e nel momento sbagliato il 10 dicembre del '76.

Mommo Tripodi si racconta 1/2
Mommo Tripodi è uno degli uomini politici calabresi più popolari e radicati nel territorio. Negli anni '80 costituì e presiedette il Comitato dei Sindaci contro la costruzione di una centrale a carbone a Gioia Tauro finché il Governo, cedendo alle pressioni di amministrazioni locali, associazioni ambientaliste e popolazione, decise di non costruire la centrale in quel sito. Mommo Tripodi è sempre stato in prima linea, sia da parlamentare che da sindaco, nella lotta contro la 'ndrangheta. Non si contano le manifestazioni e le iniziative per la sensibilizzazione delle coscienze civili che hanno avuto in Polistena l'epicentro calabrese della battaglia contro le cosche mafiose. Contestualmente, in Parlamento sono scritte pagine memorabili ed atti legislativi che hanno contribuito concretamente a far uscire dalla grave sottovalutazione il fenomeno della 'ndrangheta calabrese. Numerose sono state le minacce ed intimidazioni subite da Tripodi e per lunghi anni è stato costretto a vivere, insieme alla sua famiglia, sotto protezione e con la scorta.

Mommo Tripodi si racconta 2/2
Mommo Tripodi è uno degli uomini politici calabresi più popolari e radicati nel territorio. Negli anni '80 costituì e presiedette il Comitato dei Sindaci contro la costruzione di una centrale a carbone a Gioia Tauro finché il Governo, cedendo alle pressioni di amministrazioni locali, associazioni ambientaliste e popolazione, decise di non costruire la centrale in quel sito. Mommo Tripodi è sempre stato in prima linea, sia da parlamentare che da sindaco, nella lotta contro la 'ndrangheta. Non si contano le manifestazioni e le iniziative per la sensibilizzazione delle coscienze civili che hanno avuto in Polistena l'epicentro calabrese della battaglia contro le cosche mafiose. Contestualmente, in Parlamento sono scritte pagine memorabili ed atti legislativi che hanno contribuito concretamente a far uscire dalla grave sottovalutazione il fenomeno della 'ndrangheta calabrese. Numerose sono state le minacce ed intimidazioni subite da Tripodi e per lunghi anni è stato costretto a vivere, insieme alla sua famiglia, sotto protezione e con la scorta.

Mimmo Greco racconta Valarioti 1/2
Mimmo Greco racconta l'amico d'infanzia Peppe Valarioti.

Mimmo Greco racconta Valarioti 2/2
Mimmo Greco racconta l'amico d'infanzia Peppe Valarioti.

Peppino Lavorato racconta Valarioti 1/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Peppino Lavorato racconta Valarioti 2/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Stefania Grasso racconta suo padre 1/3
A Cecè Grasso è stato assegnata una medaglia al valor civile. "Commerciante impegnato nella lotta alla criminalità organizzata benché consapevole del rischio cui si esponeva, si opponeva tenacemente ad una lunga serie di intimidazioni e di pressanti richieste estorsive. Per tale coraggioso atteggiamento e inflessibile valore morale rimaneva vittima di un vile attentato. Nobile esempio di ribellione alla violenza animale nonché di elette virtù civiche, spinte sino all'estremo sacrificio". L'ha scritta Giorgio Napolitano questa motivazione, quando non era ancora presidente. Stefania, i suoi fratelli, la signora Angela hanno deciso di continuare a vivere a Locri. Amano questa terra, anche se Stefania ammette che forse dovrebbe odiarla. Ogni tanto pensa che se Cecè avesse pagato forse sarebbe ancora vivo, ma poi si pente e si dice che uno come suo padre non avrebbe potuto fare altrimenti. "Restare qui, e restare una persona perbene è l'unico modo di rispettare quello ha fatto papà", dice Stefania.

Stefania Grasso racconta suo padre 2/3
A Cecè Grasso è stato assegnata una medaglia al valor civile. "Commerciante impegnato nella lotta alla criminalità organizzata benché consapevole del rischio cui si esponeva, si opponeva tenacemente ad una lunga serie di intimidazioni e di pressanti richieste estorsive. Per tale coraggioso atteggiamento e inflessibile valore morale rimaneva vittima di un vile attentato. Nobile esempio di ribellione alla violenza animale nonché di elette virtù civiche, spinte sino all'estremo sacrificio". L'ha scritta Giorgio Napolitano questa motivazione, quando non era ancora presidente. Stefania, i suoi fratelli, la signora Angela hanno deciso di continuare a vivere a Locri. Amano questa terra, anche se Stefania ammette che forse dovrebbe odiarla. Ogni tanto pensa che se Cecè avesse pagato forse sarebbe ancora vivo, ma poi si pente e si dice che uno come suo padre non avrebbe potuto fare altrimenti. "Restare qui, e restare una persona perbene è l'unico modo di rispettare quello ha fatto papà", dice Stefania.

Stefania Grasso racconta suo padre 3/3
A Cecè Grasso è stato assegnata una medaglia al valor civile. "Commerciante impegnato nella lotta alla criminalità organizzata benché consapevole del rischio cui si esponeva, si opponeva tenacemente ad una lunga serie di intimidazioni e di pressanti richieste estorsive. Per tale coraggioso atteggiamento e inflessibile valore morale rimaneva vittima di un vile attentato. Nobile esempio di ribellione alla violenza animale nonché di elette virtù civiche, spinte sino all'estremo sacrificio". L'ha scritta Giorgio Napolitano questa motivazione, quando non era ancora presidente. Stefania, i suoi fratelli, la signora Angela hanno deciso di continuare a vivere a Locri. Amano questa terra, anche se Stefania ammette che forse dovrebbe odiarla. Ogni tanto pensa che se Cecè avesse pagato forse sarebbe ancora vivo, ma poi si pente e si dice che uno come suo padre non avrebbe potuto fare altrimenti. "Restare qui, e restare una persona perbene è l'unico modo di rispettare quello ha fatto papà", dice Stefania.

Il fumetto su don Diana - Il racconto su Radio Vaticana
Radio Vaticana intervista Raffaele Lupoli, curatore del fumetto "Don Peppe Diana - Per amore del del mio popolo", il primo volume della collana di fumetti "Libeccio" della Round Robin Editrice, realizzato con la collaborazione di daSud onlus, dedicata alle vittime delle mafie.

Il fumetto su don Diana - il racconto su Radio 1
La notte di Radio 1 intervista Raffaele Lupoli, curatore del fumetto "Don Peppe Diana - Per amore del del mio popolo", il primo volume della collana di fumetti "Libeccio" della Round Robin Editrice, realizzato con la collaborazione di daSud onlus, dedicata alle vittime delle mafie.