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Breve storia della 'ndrangheta 3/3
Il 10 ottobre 1985 fallisce l'attentato, con un'autobomba, nei confronti del boss di Fiumara di Muro Nino Imerti. Due giorni dopo la risposta è l'omicidio del mammasantissima di Archi Paolo De Stefano: è l'inizio della seconda guerra di mafia. Tra il 1985 e il 1991 ci saranno in provincia di Reggio Calabria oltre 700 morti. La tregua viene firmata dopo l'assassinio del giudice Nino Scopelliti. Da allora la pax forzata e un equilibrio che, dopo gli arresti eccellenti di Peppe Morabito e Pasquale Condello, è sempre più precario.

Breve storia della 'ndrangheta 2/3
Alla metà degli anni 70 accade l'impensabile: cadono i vecchi boss e scoppia la prima grande guerra di 'ndrangheta. Tra il 1974 e il 1977 ci sono 233 omicidi. I Piromalli e i De Stefano prendono il potere, la 'ndrangheta si trasforma e da Onorata società diventa la Santa. Le cosche entrano nella società che conta: gli affari, la politica, la massoneria

Breve storia della 'ndrangheta 1/3
Le origini del termine 'ndrangheta, le tracce e le leggende del Medioevo, i tre cavalieri Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Poi i primi processi tra la fine del 1800 e il 1900. La 'ndrangheta supera la prova del fascismo. L'operazione Marzano, primo vero blitz contro le cosche. Il summit di Montalto nel 1969 e i patriarchi. Corrado Alvaro scrive di 'ndrangheta sul Corriere della Sera, Saverio Strati nel romanzo "La Marchesina"

Progetto "NEMESIS. Topografia delle mafie": i documenti del bando
Prorogato al 7 dicembre il termine per partecipare al bando del progetto "NEMESIS. Topografia delle mafie", promosso dall'Osservatorio sulla ndrangheta e dall'Archivio Stopndrangheta. Il bando selezionerà 20 giovani calabresi che, dopo un corso di formazione, potranno partecipare allo start-up di una cooperativa che fornirà percorsi didattici interattivi a studenti e visitatori del bene confiscato Osservatorio sulla ndrangheta, servizi di consulenza nei confronti di enti affidatari di un bene confiscato e sviluppo di pacchetti turistici di turismo responsabile sui luoghi simbolo della storia della 'ndrangheta e della lotta alla 'ndrangheta. SCARICA IL BANDO E I MODELLI DA COMPILARE

Il senso della divisa: la strage di Razzà
È una storiaccia su cui restano molte ombre, quella di Razzà, sospetti mai del tutto chiariti. E' la storia di una summit nelle campagne di Taurianova, in contrada Razzà, e dei carabinieri del nucleo Radiomobile di Taurianova che lo interruppero, armi in mano. E' la storia dei militari Vincenzo Caruso e Stefano Condello, uccisi dagli 'ndranghestisti per coprire la fuga di personaggi "eccellenti" presenti alla riunione. E di un processo, in cui lo Stato non si costituì parte civile, che non ha mai chiarito chi fosse seduto con i mafiosi della Piana, quel pomeriggio. La ricostruzione dei giornalisti Alessio Magro e Danilo Chirico (Dimenticati, Castelvecchi editore, Roma 2012, pagg.189-190)

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"Azzardopoli" - la mappa dei clan al tavolo da gioco
Libera ha presentato il dossier "Azzardopoli, il paese del gioco d'azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare" che fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale, curato da Daniele Poto. Sono ben 41 clan che gestiscono "i giochi delle mafie" e fanno saltare il banco. Da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la Capitale. Naturalmente, presente anche la Calabria con i Condello e i Mancuso. Ecco la mappa delle cosche sedute al tavolo da gioco elaborata da Libera.
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Riutilizzo sociale dei beni confiscati (legge 109/96)
Il 28 febbraio 1996, a legislatura finita, la Commissione giustizia approva in sede deliberante la legge 109, imposta nelle aule parlamentari da una mobilitazione della società civile per chiedere il riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati. La 109 introduce norme specifiche sulla destinazione dei beni confiscati modificando la legislazione precedente (in particolare, la legge 575/1965).

Legge Rognoni - La Torre
Il 13 settembre 1982 il Parlamento vara la legge n.646, accogliendo e combinando una proposta presentata nel marzo 1980 dal deputato siciliano Pio La Torre (Pci), assassinato a Palermo dalla mafia, ed un paio di decreti firmati dal ministro degli Interni Virginio Rognoni (Dc). E' la legge Rognoni-La Torre ad avere introdotto nel codice penale italiano il 416 bis, ovvero il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, inserendo anche importanti novità sul fronte delle misure di prevenzione di natura patrimoniale.

Istituzione Agenzia nazionale dei Beni confiscati (decreto legge)
Il decreto legge che istituisce nel 2010 l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. La sede centrale dell'Agenzia è a Reggio Calabria. Sedi distaccate a Palermo, Napoli, Roma e Milano.

Misure di prevenzione verso persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità
La legge 1423/56 costituisce una prima radice di riferimento legislativo dalla quale si possa fare risalire la normativa per la lotta alla mafia degli anni successivi. Le misure di prevenzioni previste dalla legge erano rivolte a soggetti dediti ad attività delittuose, che da tali attività ricavassero profitto e che, in generale, mettessero in pericolo l'integrità fisica o morale dei minorenni, la salute, la sicurezza o la tranquillità pubbliche.

Disposizioni contro le organizzazioni criminali, anche straniere. La legge 575/65
La legge 575/65 "Disposizioni contro le organizzazioni criminali, anche straniere", istituiva per i mafiosi l'obbligo di di soggiorno coatto in località distanti dalle loro residenze abituali, prevedeva la misura preventiva della sorveglianza speciale per i soggetti indiziati di appartenere ad organizzazioni mafiose e consentiva le indagini sul tenore di vita, le disponibilità finanziarie ed i patrimonio dei soggetti indicati. Questa legge sarà poi potenziata nel suo riferimento al patrimonio dalla legge 646/82 meglio conosciuta come "Rognoni - La Torre"