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Strage di Razzà: una storia di assenze, misteri e dolore
Quello che avvenne nelle campagne di Taurianova, in contrada Razzà, alle 14.00 di venerdì 1 aprile 1977, è fotografato con linguaggio asettico in un'informativa: "Nell'immediatezza del fatto, alle ore 15.45, il procuratore della Repubblica di Palmi ispezionò la località, rinvenendo nella radura antistante la casupola diroccata quattro morti". Due hanno la divisa da carabiniere: si chiamavano Stefano Condello e Vincenzo Caruso e avevano interrotto un summit di 'ndrangheta. Tra le parti civili costituite nel processo contro i loro assassini non figurerà lo Stato. Non è la sola assenza in quel processo. Non è la sola ombra di questa storia che 37 anni dopo vede i familiari di Caruso chiedere che lo Stato riconosca il proprio congiunto vittima di mafia.

Il senso della divisa: la strage di Razzà
È una storiaccia su cui restano molte ombre, quella di Razzà, sospetti mai del tutto chiariti. E' la storia di una summit nelle campagne di Taurianova, in contrada Razzà, e dei carabinieri del nucleo Radiomobile di Taurianova che lo interruppero, armi in mano. E' la storia dei militari Vincenzo Caruso e Stefano Condello, uccisi dagli 'ndranghestisti per coprire la fuga di personaggi "eccellenti" presenti alla riunione. E di un processo, in cui lo Stato non si costituì parte civile, che non ha mai chiarito chi fosse seduto con i mafiosi della Piana, quel pomeriggio. La ricostruzione dei giornalisti Alessio Magro e Danilo Chirico (Dimenticati, Castelvecchi editore, Roma 2012, pagg.189-190)

Due carabinieri scoprono "vertice" mafioso: uccisi
Due carabinieri (Stefano Condello e Vincenzo Caruso) sono morti nel pomeriggio di ieri in uno scontro a fuoco con un gruppo di mafiosi sorpresi in un cascinale lungo la strada tra Taurianova e Molochio. Sono riusciti ad uccidere due degli assassini (Rocco e Vincenzo Avignone), ma sono stati finiti con un colpo di pistola alla nuca. La ricostruzione della vicenda.

'Ndrangheta: familiari carabiniere ucciso, Stato ci risarcisca
Dopo 37 anni, torna nelle aule di un tribunale la "strage di contrada Razzà" di Taurianova, nella quale, il 1° aprile del '77, in un conflitto a fuoco tra militari dell'Arma e uomini delle 'ndrine, trovarono la morte i carabinieri Vincenzo Caruso e Stefano Condello e due esponenti della cosca Avignone. A rivolgersi alla magistratura sono i familiari di Caruso, originario di Niscemi (Caltanissetta), che chiedono allo Stato, non costituitosi parte civile nel processo ai responsabili della strage, un risarcimento postumo, che riconosca al loro congiunto il titolo di "vittima dei reati di tipo mafioso".

La strage di Razzà - il libro
L'eccidio di Razzà (1 aprile 1977) e la successiva vicenda processuale vengono ricostruite da Saverio Mannino, allora presidente della Corte d'Assise di Palmi, di fronte alla quale fu celebrato il processo per la strage nelle campagne di Taurianova. La prefazione è firmata dal giornalista Luigi Malafarina (Roma, Dimensione 80, 1983 - 241 p.)

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La strage di Razzà - i giornali

La strage di Razzà - la copertina

Vincenzo Caruso

Stefano Condello