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La verità di Giusy Pesce: la deposizione della collaboratrice al processo All Inside (1)
Dall'arresto nell'aprile 2010 alla prima decisione di collaborare. Dal tormentato ritorno sui propri passi alla definitiva scelta di rompere con la propria famiglia. La lunghissima deposizione di Giuseppina Pesce, collaboratrice di giustizia e imputata nel processo All Inside in corso di fronte al Tribunale di Palmi contro la cosca Pesce di Rosarno, è partita il 21 maggio scorso con la ricostruzione dell'accidentato iter che ha condotto alla collaborazione con la giustizia la figlia del boss Salvatore Pesce. Ascoltata nell'aula bunker del Tribunale di Roma, la 33enne ha ripercorso gli ultimi due anni della sua esistenza, rispondendo alle domande del presidente Concettina Epifanio e dei pm Alessandra Cerreti e Giulia Pantano, tra momenti di commozione e ricordi dolorosi: i progetti per i tre figli, il matrimonio infelice, le minacce, le storia di Annunziata Pesce e di Cetta Cacciola. La lunga deposizione di Giusy Pesce su Stopndrangheta.it: ecco il primo stralcio del verbale di udienza del 21 maggio 2012.

Caso Cacciola, l'ordinanza del gip
Dietro la morte di Maria Concetta Cacciola, giovane rosarnese testimone di giustizia, c'è un'incredibile storia di maltrattamenti, violenze fisiche e psicologighe, minacce, pressioni inaudite per farla rientrare a casa e ritrattare. Un clima che ha portato alla tragica conclusione del 20 agosto 2011. Nell'ordinanza del gip di Palmi, Fulvio Accurso, la ricostruzione della vicenda, le intercettazioni e le manovre dei genitori Michele Cacciola e Anna Lazzaro, arrestati, degli avvocati Vittorio Pisano e Gregorio Cacciola, indagati e perquisiti, e del fratello Giuseppe Cacciola, ricercato.

La rassegna del 10 febbraio
DAI QUOTIDIANI LOCALI LE NEWS SU 'NDRINE E ANTINDRANGHETA SCARICABILI IN PDF /Califfo, la Cacciola suicidata dalla famiglia /Califfo, arrestati i genitori e il fratello di Cetta /Califfo, la ritrattazione di Cetta estorta dalla famiglia /Califfo, nel pizzino di Ciccio Testuni l'organigramma della cosca /Califfo, il biglietto intercettato da un coraggioso agente /Califfo, undici fermi tra i pesce /Califfo, "fiore per mio fratello": il latitante Giuseppe Pesce nuovo reggente /Califfo, le dichiarazioni di Cetta Cacciola e Giuseppina Pesce /Califfo, il fango dei Cacciola sulla Dda /Califfo, la lettera di Cetta alla madre /Califfo, gli avvocati "consigliori" della famiglia /Califfo, l'esperto dei bunker /Chiesti cinque anni per Rocco Pesce, "u pirata" che minacciò il sindaco di Rosarno /Processo Lea Garofalo, i testi fanno scena muta /Processo Lea Garofalo, le minacce ai testimoni /Caso Bonaventura, allarme per gli attentati ai pentiti /Poseidone, assolto Angotti /Shark, la testimonianza di Carabetta /Siderno, il comune parte civile contro l'ex sindaco Figliomeni /Confidi, in dieci denunciano /Omicidio Scaramozzino, la testimonianza di Cosco /Lamezia, sigilli ai beni di Sesto /Gioia Tauro, fallito agguato al bar /Cafittera, il perito: impossibile stabilire se Mauro ha imposto tassi usurai

La rassegna del 12 novembre, la Nazionale sul campo della cosca
DAI QUOTIDIANI LOCALI LE NEWS SU 'NDRINE E ANTINDRANGHETA SCARICABILI IN PDF /Operazione Braking, revisioni auto false /Operazione Isola Felice, via agli interrogatori /Ponte, Idv minaccia denunce /Siderno, sequestri della Dia /Beni confiscati, la Nazionale in campo a Rizziconi /Caso Reggio, chieste le relazioni ai dirigenti /La difesa di Morisani: non ho favorito i mafiosi /Operazione Meta 2010, i trucchi per sbarcare la coca /Cosenza, pronto il piano antiracket /Eolico e mafia, scarcerazioni e rinvii a giudizio /Racket a Vibo, Mantovano: modello Caserta /Business cars, la rete dell'usura /Processo Meta, i rapporti di Condello coi politici /Processo Meta, Ionetti il cassiere dei Condello /Prestipino e le donne che hanno ripudiato le cosche /Omicidio Favasuli, 18 anni a Giorgi /Operazione Bocca di Rosa, il boss Fiarè in aula /All Inside, tutti gli uomini della cosca Pesce /Rosarno, via libera all'appalto del centro migranti /Gioiosa, le strategie anticosca della Don Milani

Risultato per parola chiave Maria Concetta Cacciola

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Segnali(bri) di memoria - voltare pagina senza smarrire il segno
Voltare pagina, ma senza smarrire il segno. E ad ogni segno, un volto e una storia come pro-memoria. L'iniziativa di Stopndrangheta "Segnali(bri) di memoria" incrocia il tema del ricordo delle vittime di 'ndrangheta con quello della cultura e della diffusione della lettura, affidando all'oggetto-segnalibro e alla sua funzione di richiamo per la memoria, il racconto essenziale della storia di alcune vittime di ndrangheta. Ogni segnalibro, una storia. Ogni segnalibro il pezzo di un quadro da ricomporre per restituire l'immagine di una moltitudine di dimenticati - le centinaia di vittime di 'ndrangheta - senza volto e senza nome.

Catturato nel Milanese il fratello di "Cetta" Cacciola
E' finita dietro le sbarre del carcere di Monza la latitanza di Giuseppe Cacciola (nella foto), arrestato all'uscita di un grosso centro commerciale di Paderno Dugnano (MI). Nei suoi confronti pendeva un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, con la quale, insieme ai suoi genitori già in carcere, è accusato di violenze e minacce nei confronti della sorella Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia, suicida con l'acido.

L'8 marzo antindrangheta coi ragazzi dell'Artistico
Il Liceo di Reggio e Stopndrangheta.it insieme nel segno della ribellione delle donne di mafia. Saranno ricordate Lea Garofalo e "Cetta" Cacciola. L'assemblea indirizzerà una lettera a Giuseppina Pesce

8 marzo anti'ndrangheta: sfidiamo le cosche che odiano le donne
Stopndrangheta.it aderisce all'appello del direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, perché il prossimo 8 marzo sia la festa delle donne che hanno sfidato la 'ndrangheta, la festa di chi vuole sfidare le cosche che odiano le donne. Cetta Cacciola, insieme a Giuseppina Pesce e Lea Garofalo, insieme a Tita Buttafusca e alle altre donne che hanno detto basta alle cosche - ai loro padri, fratelli, mariti, figli, zii, cugini e nipoti - tutte loro sono un pugno nello stomaco della Calabria indifferente. Non eroine, si badi bene, ma un esempio da seguire per riacquistare la dignità perduta e il vero onore dei calabresi. Questa la nostra adesione pubblicata nell'edizione odierna de Il Quotidiano della Calabria.

"Ho paura di tornare: la mia vita poi dov'è?". Nelle intercettazioni i tormenti di "Cetta"
Il 6 agosto 2011 Maria Concetta Cacciola telefona all'amica del cuore. E' a Genova, inserita nel regime di protezione, ed è tormentata. I genitori le stanno insistentemente chiedendo di ritornare a casa, ma lei non si fida, teme che le loro rassicurazioni nascondano solo obiettivi pratici. Ha paura che, alla fine, l'"onore" si imporrà sull'amore. "Chi me lo fa fare a tornare, che so, se poi campo un anno, se campo un altro anno e mezzo". La conversazione tra le due amiche durerà 36 minuti. E la tragica fine di Cetta sembra già aleggiare nelle sue parole.

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Io parlo. Donne ribelli in terra di 'ndrangheta
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Premio Valarioti, l'impegno di Prestipino: continueremo a colpire duro/3

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La ritrattazione estorta alla Cacciola