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LE NEWS
"Grazie mamma". Caterina Cimato e il tributo dei braccianti africani
A Caterina Cimato, morta nei giorni scorsi a Rosarno, la mano libera dal bastone con cui reggeva in piedi i 91 anni gliela volevano stringere proprio tutti. Nessuno dei braccianti africani di Rosarno, la mattina del 7 gennaio 2011, intendeva proseguire oltre, lungo via Carlo Alberto, senza pagare il giusto tributo. "Grazie mamma". Uno dopo l'altro, in ressa disordinata, con un ragazzo alto e grosso, del Burkina Faso, a farle da amorevole scudo. E Caterina non si è sottratta. Alle strette energiche, all'assembramento, al dovere di essere, ancora una volta, la madre di Giuseppe Valarioti. Consapevole che, se Peppe non gliel'avessero ammazzato l'11 giugno 1980, ora sarebbe stato lì, con gli africani di Rosarno, a chiedere, in testa al corteo diritti e dignità.
LE NEWS
La rassegna del 5 febbraio
DAI QUOTIDIANI LOCALI LE NEWS SU 'NDRINE E ANTINDRANGHETA SCARICABILI IN PDF /Porto, dalle cosche maxirisarcimento alla Provincia /In Liguria 21 famiglie di 'ndrangheta /La storia criminale del boss Mimmo Gangemi /Isola, Il sindaco Girasole annuncia la ricandidatura dopo le minacce /Migranti, la rivolta di Cetraro /'Ndrangheta e alleanze segrete, il libro di Sciarrone e Mete /Cetraro, scoperto l'arsenale delle cosche /Rosarno, aperta la tendopoli /Lamezia, i beni confiscati tornano alla società
I GIORNALI
L'importanza di chiamarsi Tizian
Giovanni Tizian, giornalista freelance, racconta delle minacce e della scorta che gli hanno assegnato per il suo lavoro sulle mafie al Nord. La sua testimonianza è finita in prima pagina su Repubblica. "Io, cronista minacciato dalle mafie del Nord" è un grido d'allarme in una società che sottovaluta le cosche e ignora il dramma del precariato.
La 'ndrangheta, l'antindrangheta e la "terra di mezzo"
di
stopndrangheta.it
Dai primi vagiti alla decadenza senza essere passata dall'età adulta. Se messi ordinatamente in fila, e letti superando il ristretto cortile del proprio "particulare", gli ultimi mesi di cronache politiche e giudiziarie ci consegnano un'immagine dell'antindrangheta appannata da polemiche, battibecchi, dichiarazioni che, nel prendere di mira il bersaglio piccolo e personale, finiscono per abbattersi su un mondo intero. Sorvolare o addirittura alimentare l'individualismo calabrese, in nome della propria superiorità morale, significa sottovalutare quale sia il rischio, mortale, a cui è attualmente esposto - con tutte le sue specificità, i suoi limiti e i suoi percorsi personali - un mondo ancora in cerca di un immaginario, ma già in crisi di credibilità. Abbiamo deciso, per questo, di mettere a disposizione di una riflessione più ampia (regalandole così una qualche dignitosa utilità) la polemica "da manuale" che ci sta vedendo, inopinatamente, protagonisti (in fondo al pezzo i link alle varie "puntate").
Le cosche devono risarcire, vittoria di Lavorato
di
Alessio Magro
La voce delle donne nel silenzio di Rosarno
di
Francesca Chirico
ISTANTANEE
Angela Casella in Calabria - la rassegna stampa (1)
Il 10 giugno 1989 Angela Casella arriva in Calabria per "riprendersi" il figlio Cesare, studente pavese 18enne sequestrato dall'anonima calabra. La trattativa con i sequestratori è ferma da mesi. "Intendo percorrere tutti i paesi della zona, parlare con la gente, coinvolgere le mamme", spiega la donna che, con cartelloni e una catena al collo, visiterà San Luca, Platì, Ciminà. Le prime pagine e i servizi della Gazzetta del Sud.
"Azzardopoli" - la mappa dei clan al tavolo da gioco
Libera ha presentato il dossier "Azzardopoli, il paese del gioco d'azzardo, dove quando il gioco si fa duro, le mafie iniziano a giocare" che fotografa con storie e numeri una vera calamità economica, sociale e criminale, curato da Daniele Poto. Sono ben 41 clan che gestiscono "i giochi delle mafie" e fanno saltare il banco. Da Chivasso a Caltanissetta, passando per la via Emilia e la Capitale. Naturalmente, presente anche la Calabria con i Condello e i Mancuso. Ecco la mappa delle cosche sedute al tavolo da gioco elaborata da Libera.
L'Italia scrive a San Luca - le lettere
Il 16 gennaio 1990 a Luino, sul Lago Maggiore, i carabinieri sventano il sequestro di Antonella Dellea. Il bilancio dell'operazione però è pesantissimo: i presunti sequestratori - Sebastiano Giampaolo, Salvatore Romeo, Sebastiano Strangio, di San Luca e Giuseppe Ietto di Natile di Careri -sono tutti morti. In quei giorni a San Luca cominciano ad essere recapitate lettere grondanti rancore e odio che Filippo Veltri e Diego Minuti hanno raccolto in "Lettere a San Luca. L'Italia scrive al paese dei sequestri". (Catanzaro, Abramo, 1990)
MEDIA
PRESA DIRETTA Mafie al Nord 1/8
La trasmissione di Riccardo Iacona ricostruisce le ultime inchieste della magistratura e le operazioni di polizia in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia, oltre la linea gotica che le mafie hanno superato da lungo tempo. L'omaggio al cronista Giovanni Tizian, sotto scorta per i suoi articoli sulle cosche padane
Area grigia, il j'accuse del magistrato Musolino
Il 3 gennaio 2012 a Reggio incontro organizzato da "ReggioNonTace", a due anni dalla bomba contro la Procura generale. Tra i relatori anche il magistrato Stefano Musolino: "Basiti, abbiamo assistito alla funzione religiosa in cui l'arcivescovo metropolita ringraziava, per i suoi trent'anni di sacerdozio, un parroco coinvolto in un grave procedimento penale per fatti di mafia. Mentre un assessore comunale giustificava come normali relazioni, le chiacchierate elettorali con il capo clan del quartiere in cui è cresciuto, senza che venisse autorevolmente stigmatizzato il suo comportamento dai vertici della sua istituzione".
La Nazionale a Rizziconi, il discorso di don Ciotti
"Il potere dei segni contro i segni del potere mafioso". Don Luigi Ciotti ha salutato così la Nazionale di Prandelli ospite a Rizziconi del campo di calcio sorto su un terreno confiscato alla 'ndrangheta. "Questa - ha ricordato il fondatore di Libera - è la terza volta che inauguriamo questo campo perché nell'arco di questi anni è stato a volte distrutto, a volta danneggiato: se non ci impegniamo tutti rischiamo che nulla cambi". L'intervento integrale a cura di inquieto notizie.it