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LA MEMORIA


Lollò Cartisano, rapito e mai più tornato
Lo hanno prelevato il 22 luglio del 1993. E' il diciottesimo e ultimo sequestro a Bovalino. E' morto per un colpo mal assestato alla nuca. Dopo dieci anni, una lettera rivela il luogo del suo sepolcro. Per il caso sono stati condannati in quattro. Nella foto in basso, i figli del fotografo durante la celebrazione del 15esimo anniversario a Pietra Cappa.
LE MAPPE


Fare memoria, Parini: "Ricordare è resistere"
Per il sociologo Ercole Giap Parini la memoria è questione di resistenza, non di fiori deposti annualmente sulle tombe: "Ricordare significa rivendicare una nuova identità per sé, per il proprio collettivo, per la propria città". Opponendosi alle narrazioni costruite da un potere a caccia di consenso e impastate dell'oblio delle vittime di 'ndrangheta. Esperto di sociologia della scienza, teoria sociale e sociologia della devianza, con particolare riferimento alla criminalità organizzata di stampo mafioso, in questa intervista a Stopndrangheta.it Parini parla di identità collettiva, ricordo, dimenticanza, e dell'importanza dei simboli, come strade e piazze intitolate alle vittime, "purché non diventino semplici valvole di sfogo per la coscienza". (Nella foto, Salvador Dalì, La persistenza della memoria)
I DOCUMENTI


Quattrone: a Reggio comandano i palazzinari
"Il partito dei palazzinari governa la città". Lo denunciava a metà degli anni Ottanta l'ingegnere ed ispettore del Lavoro Demetrio Quattrone, assassinato insieme con l'amico Nicola Soverino il 28 settembre 1991. In uno scritto rinvenuto tra le carte del professionista e dedicato al ruolo dell'industria delle costruzioni nell'assetto urbanistico, Quattrone analizza con spietata lucidità i guasti di un sistema - quello del boom edilizio a Reggio Calabria - fondato sullo sfruttamento dei "cottimisti", sull'abuso, sull'assoluto disprezzo di ogni regola. Al centro del sistema "il partito dei palazzinari", capaci, denunciava Quattrone, di manovrare l'attività dell'ufficio urbanistico del Comune. Stopndrangheta pubblica integralmente lo scritto dell'ingegnere che intravedeva nella formazione e responsabilizzazione dei lavoratori l'unica via d'uscita.




La memoria dovuta: dossier Macheda-Marino
di Francesca Chirico
Pino Macheda faceva parte della squadra della Polizia municipale di Reggio Calabria impegnata nella lotta all'abusivismo edilizio: lo ammazzarono nel 1985, sotto casa. Peppe Marino, invece, lo uccisero nel 1993, sul corso Garibaldi, mentre vigilava sul rispetto dell'ordinanza che inibiva al traffico la principale strada reggina. Entrambi, da morti, sono stati frettolosamente nascosti sotto il pesante tappeto dell'oblio collettivo. Lo stesso sotto il quale giacciono colpevolmente decine di altri nomi e storie cancellate da una "narrazione" smemorata della città, imposta da un potere complice e accettata da una comunità silente. Questo dossier, dedicato alla memoria di Marino e Macheda e messo al servizio della campagna di Libera "Il ricordo lascia il segno", è la nostra "contro-narrazione".

Giuseppe Marino, vittima del dovere
di Romina Arena

Morire di mattone: la storia di Giuseppe Macheda
di Romina Arena

ISTANTANEE

Giuseppe Macheda
Giuseppe Macheda ha 30 anni quando viene ucciso, la sera del 28 febbraio 1985 a Reggio Calabria. Come vigile urbano, è in forze alla squadra per la repressione dell'abusivismo edilizio. A lui toccano i controlli nella zona Sud della città. Per fare luce sull'omicidio, gli inquirenti iniziano a scavare nel lavoro di Giuseppe. Il primo sospettato, l'imprenditore Carmelo Ficara, nel 1990 sarà totalmente scagionato da ogni accusa. Oggi, l'omicidio di Macheda è ancora senza mandanti né esecutori.

Giuseppe Marino
Il 16 aprile 1993 il vigile urbano Giuseppe Marino è di pattuglia sul centralissimo corso Garibaldi di Reggio Calabria, dove un'ordinanza comunale ha inibito da qualche giorno il traffico veicolare provocando non poche polemiche. All'improvviso qualcuno comincia a sparare all'impazzata contro l'auto di servizio. Marino muore sul colpo, gravemente ferito il collega Orazio Palamara. L'omicidio di Marino, dopo una serie di arresti e assoluzioni, è ancora senza colpevoli.

"Il ricordo lascia il segno" - il materiale della campagna
Ecco il materiale informativo della campagna di Libera "Il ricordo si fa segno" per chiedere l'intitolazione del Comando della Polizia municipale di Reggio Calabria ai vigili urbani Giuseppe Marino e Giuseppe Macheda. Da scaricare e diffondere.

MEDIA

Peppino Lavorato racconta Valarioti 1/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Peppino Lavorato racconta Valarioti 2/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Sui sentieri della Memoria
A vent'anni esatti dal rapimento del fotografo di Bovalino, Lollò Cartisano, l'Aspromonte si rianima di colori e passi nel segno della memoria. Il 22 luglio 2013 più di 350 personehanno percorso i sentieri della montagna simbolo di una Calabria che, nonostante tutto, non si piega. Tra pietre e guadi si sono incrociati professionisti ed operatori della sicurezza, referenti delle maggiori associazioni antindrangheta, cittadini consapevoli, ma soprattutto i ragazzi che hanno partecipato ai campi che Libera organizza tra la Piana, la Locride, il reggino ed Isola Capo Rizzuto. Il video del regista Emiliano Barbucci, ripercorre le fasi salienti della marcia.