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LE NEWS
A Pianopoli le vie per non dimenticare
Il 18 e 19 maggio a Pianopoli, nel Catanzarese, una due giorni dedicata alla memoria delle vittime innocenti di 'ndrangheta. Il programma della manifestazione, organizzata dall'amministrazione comunale e da Libera, prevede incontri, dibattiti e l'intitolazione di alcune vie del paese ad altrettante vittime. In calendario, la sera del 18 maggio, anche la presentazione di "Dimenticati" di Alessio Magro e Danilo Chirico. LA LOCANDINA
ARTE E CULTURA
Io parlo. Donne ribelli in terra di 'ndrangheta
Hanno infranto il silenzio preteso dalle cosche e assegnato loro dalla tradizione. Hanno combattuto paura e pudore e raccolto, non in egual misura, disprezzo e solidarietà. Qualcuna ha pagato con la vita. Sono le donne che in Calabria hanno reagito con la forza eversiva della parola alla violenza, al dolore, all'ingiustizia, sfidando la 'ndrangheta, ma anche un mondo che tace. «Io parlo», della giornalista e scrittrice Francesca Chirico, raccoglie e ricostruisce le loro storie, ripercorrendo, dai sequestri di persona e dalle faide degli anni Ottanta alle più recenti inchieste anti-ndrangheta, gli ultimi trent'anni di storia criminale calabrese. Con prefazione di Michele Prestipino (Castelvecchi, Roma 2013)
ARTE E CULTURA
La nostra guerra non è mai finita
"Un corpo irriconoscibile abbandonato come un cane nelle campagne della Locride. L'interminabile, soffocante stagione dei sequestri di persona. E poi, nella nostra carne, le fiamme che divorano il mobilificio di nonno Ciccio, l'omicidio di mio padre. E nessun colpevole. Perché continuare a vivere in una terra che ripagava il nostro amore incondizionato con tanta spietata ferocia? Andarsene via, ovunque, purché lontano da Bovalino, fuori da quei confini diventati così angusti. Approdare in una città accogliente come Modena, nel tentativo di rimuovere, di dimenticare il passato, di trovare una normalità. Nascondendo a tutti, persino a me stesso, la rabbia e la sofferenza. E così ho fatto per tanto tempo, fino a quando, ormai ventenne, ho chiesto in lacrime a mia madre di guidarmi nel doloroso esercizio della memoria. Ho voluto sapere tutto di quella sera del 23 ottobre 1989, di quei colpi di lupara sparati contro la Panda rossa di mio padre" (Giovanni Tizian, La nostra guerra non è mai finita, Mondadori, Milano 2013).
"Siamo qui come i partigiani, a combattere per la liberazione di questa terra"
di
Antonino De Masi
"Io non ho paura, noi non abbiamo paura; noi siamo qui, come hanno fatto i nostri antenati partigiani, a combattere una lotta per la liberazione di questa terra da quei padrini che l'hanno massacrata, che hanno distrutto il futuro dei nostri e vostri figli". Con queste parole il 3 maggio 2013 l'imprenditore Antonino De Masi si è rivolto ai rappresentanti delle associazioni, i movimenti e delle istituzioni riuniti davanti alla sua azienda, per una catena umana di solidarietà. La manifestazione è stata promossa da Libera Piana di Gioia Tauro e Osservatorio sulla 'ndrangheta dopo la pesante intimidazione che la notte del 12 aprile ha visto esplodere 40 colpi di kalashnikov contro il portone della Global repair, l'azienda di De Masi nell'area industriale di Gioia Tauro. L'INTERVENTO INTEGRALE DI DE MASI.
Processo All Inside, 42 condanne e 20 assoluzioni
di
redazione
Segnali(bri) di memoria - voltare pagina senza smarrire il segno
di
Stopndrangheta.it
ISTANTANEE
Abbraccio di solidarietà all'imprenditore De Masi
La notte del 12 aprile il raid 'ndranghetista dall'inaudita violenza: oltre 40 colpi di kalashnikov esplosi contro il capannone della Global repair, nell'area industriale di Gioia Tauro. Nel pomeriggio del 3 maggio la risposta di associazioni, movimenti e istituzioni che si sono ritrovati davanti all'azienda dell'imprenditore Nino De Masi per una catena umana di solidarietà. Alla manifestazione, promossa da Libera Piana di Gioia Tauro e Osservatorio sulla 'ndrangheta, ha presenziato anche il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Cafiero De Raho. I volti, i luoghi e i momenti dell'iniziativa nella galleria fotografica di Romina Arena.
Celestino Fava
Celestino Fava era uno studente universitario impegnato nel volontariato. Aveva 22 anni quando lo uccisero, il 29 novembre del 1996, nelle campagne intorno a Palizzi, assieme all'amico Antonino Moio, vero obiettivo dei killer. Secondo gli inquirenti Celestino sarebbe stato eliminato proprio perchè testimone oculare dell'agguato. Riconosciuto subito vittima innocente di criminalità, Celestino, tuttavia, aspetta ancora giustizia. E così la sua famiglia. "Da più di venti anni ci dicono che manca solo una tessera nell'indagine". Quell'unica tessera, come l'ultima di un puzzle, che sembra essere andata smarrita.
Antonio Raffaele Talarico
Padre di quattro figli e da oltre 20 anni impiegato come guardia giurata presso un cantiere edile a Lamezia Terme, Antonio Raffaele Talarico viene ammazzato la sera del 2 settembre 1988. Ha 50 anni e gli sparano alle spalle mentre si appresta ad aprire il cancello del cantiere. A distanza di oltre 12 anni dall'agguato sono state le rivelazioni di un collaboratore di giustizia a portare alla riapertura delle indagini e ad una condanna a 30 anni. Talarico è stato riconosciuto vittima innocente della criminalità organizzata.
MEDIA
Al santuario va in scena il summit di 'ndrangheta
Vertice di 'ndrine in diretta: le videocamere dei carabinieri entrano per la prima volta nel recinto di Polsi e il 2 settembre 2009 riprendono la riunione che sancisce le decisioni assunte il precedente 19 agosto, in occasione di un matrimonio, con l'indicazione del vertice della "Provincia" o "Crimine" e la nomina di Mico Oppedisano a capocrimine. Ancora, in un agrumeto viene filmato un passaggio di consegna di un foglietto, è la formula di affiliazione alla 'ndrangheta.
Don Giacomo Panizza: "Del Sud mi piace..."
Don Giacomo Panizza, bresciano, ha fondato nel 1976 a Lamezia Terme "Progetto Sud", una comunità autogestita insieme a persone con disabilità. È nel mirino delle cosche dal 2002, quando spezzò il cerchio della paura prendendo in gestione il palazzo confiscato alla cosca dei Torcasio. Da allora è sottoposto a un programma di protezione. Il video della sua partecipazione al programma televisivo "Vieni Via con me" con Fabio Fazio e Roberto Saviano.
Valarioti e Vinci, il ricordo di don Pino Demasi
Il vicario della diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera Calabria, don Pino Demasi, racconta Giuseppe Valarioti, Ciccio Vinci e gli anni di piombo sulla Piana di Gioia Tauro. "Valarioti era un ragazzo mito, serio, impegnato. Apparteneva a quella categoria di giovani che credeva al cambiamento e si sporcava le mani per renderlo possibile".