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LE FOTO


Gianluca Canonico
La sera del 3 luglio 1985, Gianluca Canonico sta giocando nel cortile di casa nel rione Pescatori, nella zona sud di Reggio Calabria. Quando si scatena un conflitto a fuoco tra giovani del posto nessuno si preoccupa della sua presenza. Ferito da una pallottola vagante, Gianluca muore cinque giorni dopo in un letto degli Ospedali Riuniti. Ha 10 anni. Nato ad Anzio il 2 dicembre del 1974, da poco aveva ricevuto la prima comunione e a settembre avrebbe dovuto iniziare la scuola media. Amava il calcio, i robot e sfrecciare con la BMX, la sua adorata bicicletta. Viveva ad Ardea, città della provincia romana, in una casa vicinissima all'aeroporto militare dell'Aeronautica Militare. "Lui stava lì incantato alla finestra a guardarli ed il suo sogno era diventare pilota ". È questa una delle immagini che papà Pietro custodisce fra i ricordi più preziosi.
LE SENTENZE


Montalto, la sentenza del '70
Il verdetto del Tribunale di Locri del 2 ottobre 1970 sancisce per la prima volta l'esistenza dell'organizzazione 'ndrangheta in sede giudiziaria. Il processo è frutto del maxiblitz in Aspromonte, nel corso di un summit dei principali capibastone della provincia reggina avvenuto il 26 ottobre del '69. Un incontro, contestuale alla visita a Reggio del principe nero Valerio Junio Borghese, in cui si gettano le fondamenta per la verticalizzazione dell'organizzazione. Ecco una sintesi della sentenza e il dispositivo.
LE MAPPE


Fare memoria, Parini: "Ricordare è resistere"
Per il sociologo Ercole Giap Parini la memoria è questione di resistenza, non di fiori deposti annualmente sulle tombe: "Ricordare significa rivendicare una nuova identità per sé, per il proprio collettivo, per la propria città". Opponendosi alle narrazioni costruite da un potere a caccia di consenso e impastate dell'oblio delle vittime di 'ndrangheta. Esperto di sociologia della scienza, teoria sociale e sociologia della devianza, con particolare riferimento alla criminalità organizzata di stampo mafioso, in questa intervista a Stopndrangheta.it Parini parla di identità collettiva, ricordo, dimenticanza, e dell'importanza dei simboli, come strade e piazze intitolate alle vittime, "purché non diventino semplici valvole di sfogo per la coscienza". (Nella foto, Salvador Dalì, La persistenza della memoria)




La lunga infamia: i bambini ammazzati dalla 'ndrangheta
di Francesca Chirico
E' una lunga infamia. Senza interruzioni, senza rimorsi. Un'infamia che non nasce per errore, che non rappresenta una successione di eccezioni alla regola. Semplicemente perché di regole non ce ne sono e non ce ne sono mai state, con buona pace di chi si balocca, per ignavia, ignoranza o cattiva fede dietro il presunto "onore" mafioso. I bambini, dalla 'ndrangheta, sono stati rapiti, torturati, ammazzati, sfigurati a colpi di lupara in faccia, bruciati, sepolti sotto la calce viva. Ecco un elenco, di certo parziale, di una strage dimenticata, rimossa, negata. Per non dire, e non dover mai più sentire, che la 'ndrangheta non ha mai toccato i bambini.

La protezione del testimone di giustizia nell'ordinamento italiano
di Annamaria Laface

Morire di mattone: la storia di Giuseppe Macheda
di Romina Arena

ISTANTANEE

Carmine Tripodi
Il brigadiere Carmine Tripodi nel 1985 aveva 24 anni e il comando della stazione dei carabinieri di San Luca. La sera del 6 febbraio fu ucciso in un agguato a pochi chilometri dall'uscita del paese, lungo la strada che da San Luca conduce al litorale jonico reggino. Sul luogo dell'omicidio oggi una lapide ne ricorda il sacrificio.

Lollò Cartisano
Il fotografo Adolfo "Lollò" Cartisano è stato sequestrato il 22 luglio del 1993. E' il diciottesimo e ultimo sequestro a Bovalino, nella Locride. E' morto per un colpo mal assestato alla nuca. Dopo dieci anni, una lettera ha rivelato il luogo del suo sepolcro, permettendo ai familiari di avere una tomba su cui piangere. Per il caso sono stati condannati in quattro.

Verso Pietra Cappa, per riprendersi l'Aspromonte
Il 22 luglio 2012 si è rinnovato l'appuntamento con i "Sentieri della memoria", il cammino in Aspromonte organizzato da Libera per ricordare Lollò Cartisano (rapito il 22 luglio 1993 e ucciso durante la prigionia) e le altre vittime innocenti di 'ndrangheta. Lungo il sentiero che conduce all'ombra di Pietra Cappa, attraverso la testimonianza di familiari e giornalisti, sono stati scanditi i nomi e le storie di Gianluca Congiusta, Giuseppe Tizian, Celestino Fava, Demetrio Quattrone e Rocco Gatto. "L'Aspromonte non è della 'ndrangheta", il grido collettivo che si è levato dal luogo in cui furono trovati i resti di Lollò.

MEDIA

Peppino Lavorato racconta Valarioti 1/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Peppino Lavorato racconta Valarioti 2/2
La notte tra il 10 e l'11 giugno del 1980, Giuseppe Valarioti, giovane professore di lettere con la passione per l'archeologia e la tessera del Pci di Rosarno in tasca (è il segretario di sezione) è al ristorante con i compagni: il partito ha vinto le amministrative e c'è da festeggiare. Finita la cena esce dal locale, arriva una pioggia di fuoco: Peppe Valarioti muore tra le braccia del suo compagno (e padre politico) Peppino Lavorato.

Sui sentieri della Memoria
A vent'anni esatti dal rapimento del fotografo di Bovalino, Lollò Cartisano, l'Aspromonte si rianima di colori e passi nel segno della memoria. Il 22 luglio 2013 più di 350 personehanno percorso i sentieri della montagna simbolo di una Calabria che, nonostante tutto, non si piega. Tra pietre e guadi si sono incrociati professionisti ed operatori della sicurezza, referenti delle maggiori associazioni antindrangheta, cittadini consapevoli, ma soprattutto i ragazzi che hanno partecipato ai campi che Libera organizza tra la Piana, la Locride, il reggino ed Isola Capo Rizzuto. Il video del regista Emiliano Barbucci, ripercorre le fasi salienti della marcia.