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Intervista all'ex sindaco di Rosarno Peppino Lavorato, storico protagonista di mille battaglie contro la 'ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, uno dei primi ad aiutare i migranti che lavorano nei campi


"Avevano denunciato le violenze, sono stati cacciati per vendetta"
di Carlo Lania - il manifesto (13/01/2010) , foto -

«A Rosarno non hanno cacciato gli immigrati in generale. Hanno volutamente colpito solo gli africani ed è stata una vendetta perché un anno fa denunciarono e fecero arrestare la persona che aveva sparato contro due loro compagni. Un gesto che la 'ndrangheta non poteva lasciare impunito correndo il rischio che venisse imitato». Nella Piana di Gioia Tauro ancora oggi Giuseppe Lavorato è un simbolo della lotta alle cosche calabresi. Sindaco dal 1994 al 2002, sotto la sua amministrazione Rosarno è stato il primo comune a costituirsi parte civile in un processo di 'ndrangheta. Sindaco «comunista», come ci tiene a sottolineare ancora oggi, a 82 anni suonati. La sera dell'11 giugno del 1980 si trovava insieme a Giuseppe Valarioti, segretario del Pci rosarnese, quando quest'ultimo venne ucciso dalla 'ndrangheta. I sicari delle 'ndrine aspettavano fuori dal ristorante dove Lavorato e Valarioti erano andati a festeggiare il risultato ottenuto alle elezioni dal partito. Gli assassini non vennero mai trovati, ma una delle ipotesi degli inquirenti è che i killer avessero l'ordine di colpire il primo che fosse uscito dal locale. Toccò a Valarioti. «Un compagno come pochi», si commuove ancora oggi Lavorato. Anche se da tempo vive a Vibo Valentia, l'ex sindaco è rimasto attaccato alla sua terra e alla gente, con la quale non ha perso l'abitudine di parlare chiaramente: «La manifestazione di lunedì è stata assurda. Invece di sentirsi offesi per come la stampa li ha trattati, dovevano dire chiaramente no al razzismo e alla mafia».

Che idea si è fatta di quanto è accaduto in questi giorni? Che si è trattato di una vendetta. Non è vero che sono stati cacciati gli immigrati, almeno non del tutto. Hanno volutamente colpito solo i neri, e lo hanno fatto per vendicarsi. A dicembre del 2008 due immigrati africani vennero feriti a colpi di pistola, proprio come è accaduto qualche giorno fa. E proprio come adesso anche allora gli africani si ribellarono e manifestarono in paese chiedendo che i loro diritti venissero rispettati. Niente violenze, tutto si svolse pacificamente. Poi però andarono tutti dai carabinieri a denunciare la persona che aveva sparato e che in seguito venne arrestata e condannata.

Un gesto imperdonabile per la 'ndrangheta.
Infatti. La 'ndrangheta non poteva rischiare che qualcuno prendesse esempio dagli africani e magari cominciasse a denunciare, troppo pericoloso. Bisognava dare una lezione ma non a tutti gli immigrati, solo ad alcuni, quelli che avevano denunciato. Cioè gli africani.

E la gente ha dato una mano.
I cittadini di Rosarno sono persone oneste, pulite e laboriose che da molti anni subiscono sulla loro pelle la presenza di un'organizzazione mafiosa violenta e prepotente.

Che prende di mira anche gli immigrati.Da 15-20 anni questa violenza ha assunto forme più gravi nei confronti degli immigrati che vivono in condizioni drammatiche, sfruttati e derubati, picchiati e talvolta anche uccisi nelle campagne della Piana di Gioia Tauro. Rosarno è un paese largamente agrumicolo. Fino agli anni '60, quando in paese arrivavano commercianti da fuori a comprare gli agrumi pagandoli un prezzo onesto, anche i piccoli proprietari riuscivano a vivere dignitosamente. Poi negli anni '70 la 'ndrangheta ha allontanato questi commercianti per rimanere la sola acquirente degli agrumi e quindi imporre lei il prezzo. Col tempo si è impossessata di tutta la filiera, dai braccianti fino ai mercati. E oggi deruba anche i consumatori. La droga, le armi, gli appalti e tutti gli altri traffici sono importanti, ma l'agricoltura gli serve per dominare il territorio. Non può permettere quindi che qualcuno si ribelli.

Non ha risposto alla mia domanda. Perché i rosarnesi hanno partecipato alla cacciata degli africani?
I rosarnesi purtroppo soffrono in silenzio perché la 'ndrangheta impone anche pensieri e comportamenti. Su questo però dobbiamo essere chiari: a cacciare gli immigrati sono stati pochi gruppi di criminali, non tutti i rosarnesi. Ma i rosarnesi non devono avere ambiguità.

A cosa si riferisce?
Alla manifestazione di lunedì.

L'ha trovata ipocrita?
L'ho trovata assurda. Se davvero Rosarno voleva togliersi l'etichetta di paese razzista avrebbe dovuto fare una manifestazione con una sola parola d'ordine ma chiara: no al razzismo e alla mafia. Invece se la sono presa con la stampa, hanno condannato genericamente la violenza, tutte chiacchiere. Dicessero chiaramente che sono contro la mafia e i razzisti, senza scuse.

A proposito di scuse: in questi giorni la sinistra a Rosarno non si è vista.
La sinistra purtroppo non c'è, è in condizioni drammatiche in Italia e disperate nel Mezzogiorno. Non ha la forza per fare niente. Ed è un peccato, perché non possiamo regalare migliaia di persone oneste alla mafia.