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il caso valarioti


Magistrato di Cassazione, stava lavorando al maxiprocesso a Cosa nostra. Il delitto non è risolto. La tesi principale riguarda un accordo tra siciliani e 'ndrangheta, che portò alla pax tra le cosche reggine in guerra


Antonino Scopelliti, un giudice nel mirino
di redazione (09/08/1991) , foto -

Lo hanno finito con una P38. Il colpo di grazia sparato a bruciapelo, sulla provinciale tra Villa San Giovanni e Campo Calabro. Il giudice reggino Antonino Scopelliti è stato assassinato il 9 agosto del 1991. Un omicidio eccellente, che pose fine alla seconda guerra di 'ndrangheta.

Scopelliti era al lavoro sui faldoni del maxiprocesso a Cosa nostra, istruito negli anni '80 da Giovanni Falcone. È sulla pista siciliana che si sono sempre indirizzate le indagini: un accordo tra mafia e 'ndrine, uno scambio di favori che portò alla pax tra le cosche reggine in guerra. Scopelliti ricevette pressioni per "ammorbidire" le sentenze di condanna ai boss siciliani, ma rifiutò con fermezza ogni ingerenza.

Come mandante fu condannato in primo grado Pietro Aglieri, assolto nel 1999 dalla Cassazione. Ad oggi il delitto Scopelliti è senza colpevoli.

Alla memoria del giudice è dedicata la Fondazione Scopelliti, animata dalla figlia Rosanna.