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Pino Macheda faceva parte della squadra della Polizia municipale di Reggio Calabria impegnata nella lotta all'abusivismo edilizio: lo ammazzarono nel 1985, sotto casa. Peppe Marino, invece, lo uccisero nel 1993, sul corso Garibaldi, mentre vigilava sul rispetto dell'ordinanza che inibiva al traffico la principale strada reggina. Entrambi, da morti, sono stati frettolosamente nascosti sotto il pesante tappeto dell'oblio collettivo. Lo stesso sotto il quale giacciono colpevolmente decine di altri nomi e storie cancellate da una "narrazione" smemorata della città, imposta da un potere complice e accettata da una comunità silente. Questo dossier, dedicato alla memoria di Marino e Macheda e messo al servizio della campagna di Libera "Il ricordo lascia il segno", è la nostra "contro-narrazione".


La memoria dovuta: dossier Macheda-Marino
di Francesca Chirico (25/06/2014) , foto -

REGGIO CALABRIA - Macheda lo ammazzarono nel 1985, sotto casa, di ritorno da una riunione di lavoro. Faceva parte della squadra della Polizia municipale impegnata nella lotta all'abusivismo edilizio. Non aveva neppure 30 anni e sarebbe diventato padre di lì a tre mesi. Marino lo freddarono nel 1993, sul corso Garibaldi, mentre vigilava sul rispetto dell'ordinanza che inibiva al traffico la principale via cittadina. Aveva 43 anni e due figlie piccole. Per entrambi, dopo gli spari, è arrivata la seconda morte toccata a quasi tutte le vittime di 'ndrangheta: rimasti senza giustizia (dell'omicidio Marino si è autoaccusato il pentito Calabrò, ma non si conoscono mandanti e movente), i due vigili urbani di Reggio Calabria sono stati frettolosamente nascosti sotto il pesante tappeto dell'oblio collettivo. Come un elemento di imbarazzo, più che di legittimo orgoglio. Come un fastidioso sassolino nella scarpa. Intitolargli oggi la Caserma della Polizia municipale, come ha inutilmente ed in solitudine chiesto negli ultimi vent'anni il tenente Domenico Porcino, amico e collega di Marino, sarebbe un primo passo, simbolico ma importante, per sollevare quel tappeto e guardarci sotto. Là dove giacciono colpevolmente, insieme con i due vigili, decine di altri nomi e storie cancellate da una "narrazione" smemorata della città, imposta da un potere complice e accettata da una comunità silente.

IL DOSSIER -  La nostra "contro-narrazione" è in questo dossier dedicato alla memoria dei due vigili urbani reggini e messo al servizio della campagna di Libera "Il ricordo lascia il segno". Partendo dalla ricostruzione delle due vicende di cronaca (anche attraverso il recupero della rassegna stampa del tempo), abbiamo provato a delineare lo scenario in cui gli omicidi sono maturati. In particolare, abbiamo puntato i riflettori sulla Reggio del "sacco alla città" degli anni Ottanta, quella in cui "comanda il partito dei palazzinari", come lucidamente e con coraggio denunciava l'ingegnere Demetrio Quattrone, altra vittima di 'ndrangheta a lungo cancellata dalla memoria cittadina. La stessa che oggi mostra le brutte cicatrici di speculazione e abusivismo fotografate da Romina Arena ("Appalti, sangue e abusivismo nella città dolente"). Ma con il contributo del sociologo Ercole Giap Parini, intervistato da Elisa Lombardo, abbiamo anche provato a riflettere sui temi della memoria, dell'oblio e dell'importanza dei segni nella costruzione di un'identità collettiva.

I SEGNI E LA CITTA' - "Ricordare significa rivendicare una nuova identità per sé, per il proprio collettivo, per la propria città", dice Parini. Memoria come processo identitario, quindi, e non come rito sepolcrale. Memoria che, come amiamo dire noi di Stopndrangheta.it, non si celebra ma si fa. E che per farsi ha anche bisogno di simboli, purché non vuoti o calati dall'alto. Purché, come la targa fittizia "Caserma Macheda - Marino" che circolerà on line e per le strade di Reggio in questo mese di campagna, siano capaci di raccontare storie, sollecitare impegno e tramutarsi in azioni. E possano diventare i segni di una città decisa a lasciarsi alle spalle il fumo delle "narrazioni" celebrative o accomodanti, per guardarsi senza sconti allo specchio.

IL DOSSIER "Macheda-Marino"

Giuseppe Marino, vittima del dovere di Romina Arena

Morire di mattone a Reggio Calabria: la storia di Giuseppe Macheda di Romina Arena

Fare memoria, Parini: ricordare è resistere di Elisa Lombardo

Appalti, sangue e abusivismo nella città dolente di Romina Arena

Quattrone: a Reggio comandano i palazzinari

LE FOTO

Giuseppe Macheda

Giuseppe Marino

LE GALLERIE

Reggio brutta e incompiuta. Viaggio nella città sfregiata di Romina Arena

I GIORNALI

Gli omicidi di Macheda e Marino: la rassegna stampa

LA CAMPAGNA

"Il ricordo si fa segno" - il materiale della campagna di redazione