chi siamo il progetto i partner

Sostieni Stopndrangheta.it

facebook twitter flickr youtube

NEWSLETTER

Inserisci la tua email



per ricevere informazioni e aggiornamenti da StopNdrangheta.it


io parlo

dimenticati

gotica

il caso valarioti

dimenticati

non bacio le mani



Una platea di studenti, le toccanti incursioni teatrali del cantastorie Nino Racco e le testimonianze di Nello Trocchia, Roberto Rossi e Alessio Magro (Stopndrangheta), tre giovani giornalisti e scrittori meridionali. Arte, cultura e nuove generazioni sono stati i veri protagonisti del "debutto" della Sezione Ndrangheta della Biblioteca del Consiglio regionale della Calabria, presentata il 2 maggio scorso presso la sala Nicola Calipari di palazzo Campanella alla presenza del presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e dell'assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri. Moderato da Francesca Chirico (Stopndrangheta), l'incontro è servito ad illustrare i contenuti del progetto di cui Stopndrangheta è soggetto attuatore ed ha coinvolto gli studenti del liceo scientifico Galilei di Lamezia, degli istituti reggini Da Empoli, Piria, Righi, Vinci, Mattia Preti, Gulli, Panella, Guerrisi e l'istituto per il turismo di Gioiosa Jonica. La cronaca della Gazzetta del Sud.


Nei libri si radica una nuova cultura antimafia
di Eleonora Delfino - Gazzetta del Sud (03/05/2012)

REGGIO CALABRIA - Una raccolta dedicata alla letteratura che racconta la 'ndrangheta. Se il riscatto della Calabria e l'affrancamento dal giogo mafioso passa dalla cultura, il Consiglio regionale ha scelto di dedicare una sezione della libreria istituzionale alla 'ndrangheta. Opere di saggistica, narrativa italiana e straniera, e-book, audiolibri, dvd e audiovisivi, studi ricerche, atti, dossier e relazioni, riviste specializzate e tesi di laurea, un vero e proprio polo documentale voluto dal Consiglio regionale, finanziato dall'assessorato alla Cultura attraverso i fondi Fuc e realizzato da Stopndrangheta.it associazione vincitrice del bando regionale. Un patrimonio di saperi che andrà ad arricchire la Biblioteca dell'identità calabrese.
Un universo a portata di clic, perchè tutte le opere della biblioteca saranno classificate e inserite nel catagolo nazionale delle biblioteche, mentre sul sito della biblioteca del Consiglio e sul portale Stopndrangheta.it saranno disponibili gli elenchi e le schede. «Un segnale chiaro e significativo - spiega il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico -, che arriva nella settimana in cui alla sede dell'Assemblea legislativa è stata aperta la bottega della legalità. Su questi temi lavoreremo insieme senza divisioni, perchè sul terreno della cultura si gioca la battaglia per la legalità e la libertà». Una battaglia che come spiega l'assessore regionale Mario Caligiuri si articola su tre livelli: «La repressione, il piano di sviluppo (e in questa direzione la Regione ha investito un milione e trecento mila euro), e la promozione culturale». E proprio l'ultimo elemento diventa uno strumento chiave «per sconfiggere la criminalità che è nemica della democrazia». Il polo documentale in questo senso rappresenta un nuovo punto di riferimento «per le case editrici nazionali e internazionali, per i ricercatori e per gli studenti». Ed è proprio ai ragazzi calabresi che ieri è stata presentata questa iniziativa del Consiglio regionale. Un incontro moderato da Francesca Chirico di Stopndrangheta che ha coinvolto gli studenti del liceo scientifico Galilei di Lamezia, degli istituti reggini Da Empoli, Piria, Righi, Vinci, Mattia Preti, Gulli, Panella, Guerrisi e l'istituto per il turismo di Gioiosa Jonica. Una platea che tra le toccanti "incursioni" teatrali di Nino Racco, ha ascoltato le testimonianze di tre giovani scrittori. Nello Trocchia giornalista e scrittore ha raccontato ai ragazzi come il malaffare riesca ad allungare i suoi tentacoli sugli enti locali, fino a portare allo scioglimento di tanti Comuni per infiltrazioni mafiose. «Dal 1991, anno in cui è stata emanata la legge, ad oggi sono stati sciolti 220 Comuni, da un capo all'altro del Paese, certo in Calabria i casi sono oltre 60 e spesso si parla di doppio scioglimento». Davanti a queste complicità che bisogna prendere posizione. «La politica e la mafia agiscono sullo stesso territorio - afferma Trocchia citando Borsellino - o si fanno la guerra o sono conniventi. In questo caso si sospende la democrazia e il territorio diventa un feudo».
Mafia che si manifesta attraverso un altro fenomeno che regala un triste primato alla Calabria come la regione in cui si registrano più intimidazioni ai giornalisti. E la denuncia arriva da Roberto Rossi scrittore e componente dell'osservatorio Ossigeno per l'informazione. «Nel 2010, 20 dei 54 giornalisti minacciati in Italia erano calabresi, un alto indice che conferma come il Bel Paese sia la democrazia in cui il diritto di cronaca viene minacciato». Eppure la Calabria custodisce anche tante storie di gente che hanno voluto lottare per il cambiamento. «Purtroppo però spesso ci si dimentica di queste vicende - denuncia Alessio Magro di Stopndrngheta -, dobbiamo custodire meglio la nostra memoria. Ci sono persone che ci hanno creduto. Un'altra Calabria c'è stata e ci può ancora essere».