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Il ricordo di Peppe
L'intervento di Lavorato nel trentennale della morte del compagno e amico, ucciso l'11 giugno 1980

Il processo Valarioti - Pesce in aula
I verbali delle udienze al tribunale di Palmi sull'omicidio del dirigente del Pci di Rosarno. Le testimonianze coraggiose, le ritrattazioni clamorose, le uscite scoppiettanti del boss Pesce

Il caso Valarioti, le propote del Pci sullo Zimbario
Il piano per il recupero dell'area agricola abbandonata e di proprietà del comune

Il caso Valarioti - lettera aperta sulla questione Zimbario
La polemica scoppiata tral'amministrazione socialista-democristiana guidata dal sindaco Nino Rao e le organizzazioni degli agricoltori sulla riqualificazione dell'area abbandonata di proprietà del comune

Il processo Valarioti - il "curriculum" criminale di Pesce
Le misure di prevenzione che hanno colpito il boss di Rosarno, inviato al confino perchè ritenuto mafioso pericoloso per la società

Il caso Valarioti

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Torna in edicola "Il caso Valarioti"
Giovedì, 25 giugno 2015 esce in edicola nella collana L'Ora Legale de Il Sole 24 ore, Il caso Valarioti. Rosarno 1980: così la 'ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventò padrona della Calabria. Un processo a metà, di Danilo Chirico e Alessio Magro. Il libro, già edito da Round Robin editrice, ripercorre la storia di Giuseppe Valarioti, politico, insegnante, precario, onesto, ucciso dalla 'ndrangheta nella notte tra il 10 e l'11 giugno 1980.

A Nicotera il "Memorial Valarioti" ed una via intitolata a Peppe
L'11 giugno 1980 il trentenne Giuseppe Valarioti veniva ucciso da due colpi di lupara, a Nicotera. L'11 giugno 2013 la città del Vibonese si appresta a ricordare il giovane dirigente comunista di Rosarno, ammazzato dalle cosche della 'ndrangheta, con un Consiglio straordinario aperto e un momento di riflessione animato dalle associazioni cittadine aderenti. Tra interventi, testimonianze, musica e video, sarà ufficializzata anche la decisione di intitolare a Valarioti una via di Nicotera.

Lo sguardo mite e ferito di mamma Caterina
"La ricorderò sempre così: su ciocche di capelli candidi, il fazzoletto nero che non aveva più voluto togliere da quel soleggiato mattino di tarda primavera di 32 anni fa in cui ci eravamo conosciute; le mani intrecciate in grembo, inquiete, per pensieri troppo difficili da sostenere, per parole troppo inadeguate ad esprimere un dolore così grande. Lo sguardo mite ma irrimediabilmente ferito, mi seguiva con affetto ma anche con un rimpianto che niente avrebbe più cancellato". Caterina Cimato, madre di Peppe Valarioti, rivive nel commovente ricordo di Carmela Ferro.

"Grazie mamma". Caterina Cimato e il tributo dei braccianti africani
A Caterina Cimato, morta nei giorni scorsi a Rosarno, la mano libera dal bastone con cui reggeva in piedi i 91 anni gliela volevano stringere proprio tutti. Nessuno dei braccianti africani di Rosarno, la mattina del 7 gennaio 2011, intendeva proseguire oltre, lungo via Carlo Alberto, senza pagare il giusto tributo. "Grazie mamma". Uno dopo l'altro, in ressa disordinata, con un ragazzo alto e grosso, del Burkina Faso, a farle da amorevole scudo. E Caterina non si è sottratta. Alle strette energiche, all'assembramento, al dovere di essere, ancora una volta, la madre di Giuseppe Valarioti. Consapevole che, se Peppe non gliel'avessero ammazzato l'11 giugno 1980, ora sarebbe stato lì, con gli africani di Rosarno, a chiedere, in testa al corteo diritti e dignità.

Il caso Valarioti
La morte di Giuseppe Valarioti, un comunista integrale che aveva fatto della lotta contro la cosca dei Pesce, padroni indiscussi di Rosarno, la sua ragione d'essere, è rimasta senza colpevoli dopo una vicenda giudiziaria durata undici anni. Ed era rimasta anche una vicenda relegata alla memoria di pochi prima che Alessio Magro e Danilo Chirico dessero alle stampe "Il caso Valarioti" (Round Robin), che ha insieme il compito di custodire una memoria di cui la Calabria deve riappropriarsi e di lanciare l'appello affinche il caso di Peppe Valarioti venga riaperto per trovare finalmente un colpevole per un delitto di 'ndrangheta rimasto impunito.

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